

Otto.

L'Europa negli anni Trenta.


67. Questo popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di
navigatori.

Da: B. Mussolini, in Il Popolo d'Italia, 3 ottobre 1935.

Nell'ottobre del 1935 l'Italia attacc l'Etiopia; Mussolini ne
dette l'annuncio con il discorso che qui in gran parte riportiamo.
La rivendicazione del posto al sole si fonda essenzialmente sul
mito della vittoria mutilata: seicentosessantamila morti,
quattrocentomila mutilati e un milione di feriti per non aver
altro che scarse briciole del ricco bottino coloniale altrui. Le
affermazioni razziste, come la definizione dell'Etiopia quale
paese africano, universalmente bollato come un paese senza ombra
di civilt, sono sapientemente accostate ai richiami all'orgoglio
nazionale, con il ricorso a termini ed espressioni retoriche,
volte a suscitare consenso e mobilitazione.


Camicie nere della rivoluzione! Uomini e donne di tutta Italia!
Italiani sparsi nel mondo, oltre i monti e oltre i mari!
Ascoltate! Un'ora solenne sta per scoccare nella storia della
patria. Venti milioni di uomini occupano in questo momento le
piazze di tutta Italia. Mai si vide nella storia del genere umano,
spettacolo pi gigantesco. Venti milioni di uomini: un cuore solo,
una volont sola, una decisione sola.
La loro manifestazione deve dimostrare e dimostra al mondo che
Italia e fascismo costituiscono una identit perfetta, assoluta,
inalterabile.
Possono credere il contrario soltanto i cervelli avvolti nella pi
crassa ignoranza su uomini e cose d'Italia, di questa Italia 1935,
anno tredicesimo dell'era fascista.
Da molti mesi la ruota del destino, sotto l'impulso della nostra
calma determinazione, si muove verso la meta: in queste ore il suo
ritmo  pi veloce e inarrestabile ormai!.
Non  soltanto un esercito che tende verso i suoi obiettivi, ma 
un popolo intero di quarantaquattro milioni di anime, contro il
quale si tenta di consumare la pi nera delle ingiustizie: quella
di toglierci un po' di posto al sole.
Quando nel 1915 l'Italia si gett allo sbaraglio e confuse le sue
sorti con quelle degli Alleati, quante esaltazioni del nostro
coraggio e quante promesse! Ma, dopo la vittoria comune, alla
quale l'Italia aveva dato il contributo supremo di
seicentosessantamila morti, quattrocentomila mutilati e un milione
di feriti, attorno al tavolo della esosa pace non toccarono
all'Italia che scarse briciole del ricco bottino coloniale altrui.
Abbiamo pazientato tredici anni, durante i quali si  ancora pi
stretto il cerchio degli egoismi che soffocano la nostra vitalit.
Con l'Etiopia abbiamo pazientato quaranta anni! Ora basta!.
Alla Lega delle nazioni, invece di riconoscere i nostri diritti,
si parla di sanzioni.
Sino a prova contraria, mi rifiuto di credere che l'autentico e
generoso popolo di Francia possa aderire a sanzioni contro
l'Italia! [...].
Io mi rifiuto del pari di credere che l'autentico popolo di Gran
Bretagna, che non ebbe mai dissidi con l'Italia, sia disposto al
rischio di gettare l'Europa sulla via della catastrofe per
difendere un paese africano, universalmente bollato come un paese
senza ombra di civilt. Alle sanzioni economiche opporremo la
nostra disciplina, la nostra sobriet, il nostro spirito di
sacrificio.
Alle sanzioni militari risponderemo con misure militari.
Ad atti di guerra risponderemo con atti di guerra.
Nessuno pensi di piegarci senza avere prima duramente combattuto.
Un popolo geloso del suo onore non pu usare linguaggio n avere
atteggiamento diverso!.
Ma sia detto ancora una volta, nella maniera pi categorica - e io
ne prendo in questo momento impegno sacro davanti a voi - che noi
faremo tutto il possibile perch questo conflitto di carattere
coloniale non assuma il carattere e la portata di un conflitto
europeo. Ci pu essere nei voti di coloro che intravvedono in una
nuova guerra la vendetta di templi crollati, non nei nostri.
Mai come in questa epoca storica il popolo italiano ha rivelato le
qualit del suo spirito e la potenza del suo carattere. Ed 
contro questo popolo, al quale l'umanit deve talune delle sue pi
grandi conquiste, ed  contro questo popolo di poeti, di artisti,
di eroi, di santi, di navigatori, di trasmigratori,  contro
questo popolo che si osa parlare di sanzioni!.
Italia proletaria e fascista, Italia di Vittorio Veneto e della
rivoluzione! In piedi! Fa' che il grido della tua decisione
riempia il cielo e sia di conforto ai soldati che attendono in
Africa, di sprone agli amici, e di monito ai nemici in ogni parte
del mondo: grido di giustizia, grido di vittoria!.
